Ogni cosa che passa diventa una storia che aspetta di essere scritta.
Storie in cantiere: cosa sta succedendo sul mio tavolo
C'è una cosa che non si dice abbastanza sulla scrittura: non finisce mai davvero. Finisce una versione, finisce un capitolo, finisce una sessione di lavoro — ma il racconto continua a muoversi da qualche parte, anche quando hai chiuso il file e sei andato a dormire.
Vi scrivo da quel posto.

Le fiabe
Il primo progetto che vedrete arrivare è una raccolta di fiabe, che sto portando verso la pubblicazione con l'obiettivo di averla pronta per le feste di fine 2026.
Non sono fiabe nel senso comune del termine. Sono storie che nascono da un'osservazione del mondo adulto, filtrate attraverso una lente diversa: più lenta, più attenta ai dettagli piccoli, a quegli angoli delle cose che di solito non si guardano. C'è dentro Venezia, certo — il suo dialetto, i suoi silenzi, la sua luce obliqua di pomeriggio — ma c'è anche qualcosa che appartiene a chi ha vissuto abbastanza da accorgersi di quanto la realtà sia già, di per sé, una storia straordinaria.
Sto lavorando all'illustrazione e alla coerenza visiva dell'insieme. La raccolta deve avere un'anima riconoscibile dalla prima all'ultima pagina.
Un romanzo che cresce
In parallelo — come spesso accade — sto lavorando a qualcosa di più lungo e più complesso.
È un romanzo ambientato a Venezia, con una struttura narrativa che tiene insieme il mondo fisico della laguna e quello invisibile delle idee. C'è la fisica quantistica e la voga veneta. C'è un giovane che porta Venezia nel corpo senza nemmeno accorgersene, e un militare che torna a casa dopo una vita intera passata altrove. Ci sono personaggi che cercano il loro posto nel tempo, non solo nello spazio.
Non do ancora titoli né date. Questo progetto è ancora in costruzione e in dialogo con un editor professionale. Ciò che posso dire è che è il lavoro in cui mi sto mettendo di più.
Perché raccontarlo adesso
Questo sito è appena nato. Non ho una storia di pubblicazioni alle spalle, non ho una reputazione da difendere — ho solo storie da raccontare e il desiderio di farlo bene.
Scrivere qui dei lavori in corso è un modo per essere onesto su come funziona davvero il processo creativo: non è lineare, non è ordinato, e raramente assomiglia a quello che si immagina dall'esterno. È fatto di strati, di ritorni, di decisioni che si rimandano finché non diventano ovvie. Se siete qui, probabilmente lo sapete già.
Tornate ogni tanto. Le cose si muovono.


